L'AMICO RITROVATO

Autore: Fred Uhlman

Anno: 1971

Ed. Feltrinelli/Loescher

 

Il nostro giudizio: BUONO

Recensione: Erika K. Biondi

 

TRAMA:

Breve romanzo storico ambientato a Stoccarda durante gli anni di ascesa del nazismo.

La storia narra di un'amicizia nata tra i banchi di scuola tra due ragazzi accomunati dalla passione per la lettura e l'hobby del collezionismo di monete greche seppur molto diversi tra loro: da una parte Hans, ebreo e appartenente alla buona borghesia, dall'altra

Konradin, con origini aristocratiche e tradizioni prestigiose.

L'arco temporale va dal febbraio 1932 al Natale dello stesso anno, un mese prima che Hitler salga al potere.

Lo scrittore rivive un flashback immaginando un Hans maturo che rievoca avvenimenti della propria adolescenza narrando in prima persona dell'amicizia che ha riempito i vuoti della sua solitudine, racconta di un sentimento che poco a poco si fa più profondo e di un legame che sembra divenire infrangibile fino a che il nazismo non prende storicamente il sopravvento determinando la scelta di Konradin di appoggiare la dittatura e al fine di non mettere in cattiva luce la famiglia decide di rinnegare l'amico. Quest'ultimo, messo a rischio dagli eventi emigra da parenti lasciando i genitori in Germania a perpetuare la causa ebrea, ma che saranno portati al suicidio al fine di sottrarsi alle persecuzioni.

Anni dopo la fine del conflitto che ha travolto non solo i due protagonisti,ma la totalità mondiale Hans apprende che...

Leggendo il finale il lettore capirà il vero significato del titolo.

 

RECENSIONE:

Più che di un romanzo breve si potrebbe parlare di novella lunga anche se i temi trattati risultano abbastanza delicati:l'antisemitismo che fa da scenografia a tutta la storia e che determina le sorti della narrazione e il l'amicizia trattata in maniera molto profonda.

“Ricordo il giorno e l'ora in cui il mio sguardo si posò per la prima volta sul ragazzo che doveva diventare la fonte della mia più grande felicità e della mia più totale disperazione”: la visione data dal narratore è estremamente romantica pur non trattandosi di relazione amorosa e il tema viene trattato da un'angolazione molto soggettiva in netto contrasto con la realtà quotidiana dei protagonisti. La figura adolescenziale di Hans è fragile, sognatrice, quasi estraniata dai compagni per esigenze legate alla forte passione per l'arte, le domande legate all'esistenza e alla sua condizione di ebreo nella società che ne determina una sorta di “lettera scarlatta” del tempo. A fine racconto ritroviamo invece un uomo diverso: adulto, realizzato, sicuro di sé e risultato di una vita fatta di dolore e privazioni, in netto contrasto con la figura giovanile. Probabilmente l'autore, che narra attraverso gli occhi del protagonista, riporta eventi veramente vissuti nel suo passato. (Uhlman non era uno scrittore professionista, ma era avvocato e pittore).

La trama è semplice e poco articolata per lasciare ampio spazio all'analisi dei sentimenti e alla crescita spirituale dei due protagonisti.

Il fulcro sono i diversi tipi di rapporti visti attraverso diverse prospettive: scuola e compagni, genitori e figli, natura e domande esistenziali, diverso rapporto tra amici...

Una storia che fa sentire al lettore l'angoscia e la tristezza di Hans e Konradin e che trasporta a dinamiche che hanno segnato le sorti dell'umanità facendoci vivere la problematica dell'antisemitismo che ha avvelenato l'atmosfera del testo catapultandoci a una realtà che pare tanto lontana ma che percepiamo ancora distintamente nonostante l'avanzare dei tempi.

 

CONSIDERAZIONI FINALI:

Uno dei pochi libri che reputo davvero magnifico e immancabile nella biblioteca di chiunque, un piccolo saggio che mi provoca emozioni diverse ma sempre vive tutte le volte che lo riprendo in mano, una storia di una delicatezza immensa ma che si schianta nella mente e nel cuore dello spettatore esterno come uno tsunami lasciando l'amaro di quella che poteva essere una storia dolcissima e che invece si trasforma in tragedia interiore.

Da leggere assolutamente più volte nell'arco di una vita.

 

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