L'ELEGANZA DEL RICCIO

 

 

Autore: Muriel Barbery

Anno: 2006

Ed: e/o

 

 

Il nostro giudizio: ECCELLENTE

Recensione: Silvia Aonzo

 

Quando un nodo alla gola che non si  vuole sciogliere ti segnala che hai appena  terminato il romanzo che stavi leggendo, e scopri furtive le lacrime che ti rigano il viso senza che neanche te ne sia accorta, allora vuol dire che si’: da un lato sarai pure un caso da manuale,  ma senz’altro quel libro e’ sicuramente un capolavoro.

Questo è quello che mi è successo con questo best seller assoluto delle latitudini parigine.

Un esito inatteso, devo ammetterlo. Innanzitutto perché è un romanzo tutto intimistico e, per così dire, lontano dai gusti moderni che vanno per la maggiore, tutti trama suspence ed effetti speciali.

Poi perché c’è molta filosofia, e il tono aulico potrebbe rischiare di schiacciare la freschezza della narrazione in inutili avvolgimenti accademici che normalmente spaventano il lettore come l’aglio coi vampiri.

Invece no: questo è un romanzo che si legge tutto d’un fiato, ti incolla alla pagina perché devi assolutamente sapere che ne sarà della piccola Paloma, il cui sguardo impietoso sul mondo, dietro quegli occhiali che sono degli scanner con cui nasconde la timidezza e il mal di vivere, è diventato ormai parte di te, ti entra dentro come una droga e non ne puoi più fare a meno.

Così come non puoi più fare a meno dei pensieri arguti della sua insolita amica Rene’, una portinaia che nasconde un segreto. Come i ricci, fuori spinosi ma dentro elegantissimi, dentro il suo involucro stereotipato dell’annoiata custode di un palazzo dell’elegante Rive Droite cela una sensibilità poetica, una delicatezza da “camelia sul muschio”,  e una cultura vastissima.

Renee’ e Paloma sono due guerriere, fragilissime nell’animo ma forti nei principi, che si riconoscono nonostante il divario generazionale e sociale.

Entrambe intrappolate in ruoli che non le appartengono, come in delle gabbie, giocano a soggetto la partita del quotidiano, senza slanci e con un leggero disgusto per il cinismo circostante

sino a quando un evento speciale irrompe nella loro vita costringendole a calare la maschera.

È un romanzo di una profondità disarmante, di una poeticità struggente, e di una forza umana dirompente.

Solo grazie a Muriel Barbery, la sua autrice, ho scoperto il significato del “sempre nel mai”. Cos’è il Kairos, il tempo di Dio.

Scopre questo romanzo è rendersi conto che, senza di lui, ci si perderebbe un pezzo importante di letteratura.

 

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