QUADERNO PROIBITO

 

Autore: Alba De Cespedes

Anno di pubblicazione: 1952

Ed: Mondadori

 

 

Il nostro giudizio: OTTIMO

Recensione: Francesco Lanari

 

Una storia che prende il via da una piccola trasgressione, quella di comprare un diario personale, compiuta da Valeria. La protagonista acquista questo “quaderno proibito” al fine di annotare tutte le vicende familiari per poi rileggerle, un giorno, in tutta serenità. Ma da questo progetto iniziale nasce ben altro: infatti comincia ad annotare, a fine giornata, tutte le sue preoccupazioni riguardo il futuro dei figli e riguardo il suo matrimonio.

I personaggi rappresentano la condizione della società del dopoguerra: il padre di famiglia (Michele) è sempre in attesa dello scoppio della guerra, una guerra che non accadrà mai (da ricordarsi il periodo della guerra fredda); Riccardo, il figlio, è il classico giovane che ha paura di cosa gli riserverà il futuro; Valeria, la moglie di Michele (nonché colei che scrive il diario, quindi la protagonista) rappresenta l’attaccamento ai vecchi valori: per esempio, rimprovera sua figlia Mirella per essersi fatta accompagnare dal suo fidanzato fino alla porta di ingresso, un gesto che suscita le chiacchiere della portinaia. Mirella, rappresenta quindi i nuovi valori della gioventù. Nel diario Valeria fa una riflessione sul tempo: ricorda i momenti di quando amava molto il marito; ora non accetta l’abitudine, la quotidianità in cui lei e Michele sono sprofondati. Tutti gli anni di matrimonio tra i due, invece di rafforzarli come coppia, li hanno indeboliti. Michele è caduto nell’abitudine, nel ripetersi inesorabile della quotidianità; Valeria non si dà pace, non può essere invecchiata: sente dentro di lei ancora la possibilità di essere felice. Questa prospettiva è impersonata da Guido, il suo datore di lavoro. Guido rappresenta quindi la novità, il cambiamento, una “boccata d’aria fresca”.

Il romanzo “Quaderno Proibito” è ambientato, come dicevo, nel periodo del dopoguerra, un periodo dove si tende a dimenticare gli orrori e le atrocità successe durante la Seconda Guerra Mondiale. Qui si attacca la volontà della De Cespedes di non scordare, di mantenere vivi attraverso la memoria tutti questi eventi. Una mentalità che corrisponde ai vari scrittori di questo periodo (basti pensare a Moravia, a Bassani e a Levi). Chiudo con queste righe tratte dal romanzo “Quaderno Proibito”: “Siamo sempre inclini a dimenticare ciò che abbiamo detto o fatto nel passato, anche per non avere il tremendo obbligo di rimanervi fedeli”.

Un libro che merita assolutamente di essere letto, perché ti fa immergere nella mente della protagonista, ti veste con i suoi abiti e ti propone le sue situazioni e azioni in totale confidenza, in modo che tu, lettore, possa analizzarle e, perché no, giudicarle. Il libro cattura la tua attenzione dall’inizio alla fine: ogni volta che finisce un capitoletto, ossia una giornata (dato che è scritto in forma diaristica), non vedi l’ora di cominciarne subito un altro. È questa la magia della scrittura, è questa la gratificazione dello scrittore.

 

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