Regia: Milos Forman

Produzione: Stati Uniti

Anno: 1984

Attori: T. Hulce e F. Murray Abrahm

 

Il nostro giudizio: OTTIMO

Recensione: Marypollon

 

Amadeus è un film del 1984 diretto da Miloš Forman - tratto dall'omonima opera teatrale di Peter Shaffer - sulla rivalità tra i compositori Wolfgang Amadeus Mozart e Antonio Salieri. Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al cinquantatreesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi; è vincitore di otto premi Oscar.

 

Amadeus in otto riflessioni:

Prima: lo status dei musicisti era quello dei suonatori di strada, equiparati a saltimbanchi, pieni di debiti e sottoposti a potenti, alla continua ricerca di Mecenati, tenuti a creare per il potere del signore di turno. Dei suoi 36 anni Mozart ne passò 14 lontano da casa, suonando alla presenza di re e principi, cercando protezione

Seconda: gli anti- geni sono sempre esistiti

Terza: all’autore erano negati i diritti di autore

Quarta: l’ambiente della Corte, tra scandali, intrighi e competizioni vedeva l’uno contro l’altro e tutti che dipendono dal re, sottoposti ad un cerimoniale che inneggia alla gerarchia, pena la perdita dei privilegi concessi dal re.

Ricordo un’altra volta che alla Corte lo status dei musicisti era quello dei domestici, si dormiva e si mangiava con loro, ci si vestiva nello stesso modo. Per sopravvivere era necessario dare ripetizioni a contesse, dare lezioni a bambine senza talento e fare salotto.

Quinto: libertà assolutamente assente

Sesto: il Genio va coltivato, senza il padre Mozart non sarebbe mai emerso.

Importantissimo il viaggio in Italia, come disse Goethe

“Chi vuole capire com’è l’arte deve viaggiare in Italia - producendo un diario di viaggio di 600 pagine

Settimo: l’eterno dilemma: scrivere per se’ stessi o per il pubblico? Ricercare l’arte o l’audience?

“Ogni volta che compongo scrivo musica di due tipi: con la M maiuscola, o la m minuscola

Quella con la M minuscola la possono capire tutti, quella con la M maiuscola è la musica più impegnativa, quella che amo io

Se mi limitassi alla minuscola avrei vergogna di me stesso, quella con la M maiuscola mi permette di dormire sotto i ponti!

Con la M maiuscola e minuscola assieme ho l’onore e la stima”

Ottavo: il mantenere la mentalità infantile e la gioia di vivere (si ipotizza sia stato avvelenato da un marito tradito).

 

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