Regista: Edgar Wright

Anno: 2010

Attori: Michael Cera, Mary Elizabeth Winstead, Chris Evans

 

 


Il nostro Giudizio: Molto Buono

Recensione: Alessia Priori

 

Passato inosservato nelle sale del 2010 a causa del più celebre live action di Avatar – L’ultimo dominatore dell’aria, Scott Piligrim vs. the World, a differenza del suo avversario cinematografico, rimane ancora oggi un cult della cultura nerd e geek.

 

La storia di un nerd

D’altronde Scott è il numero uno dei nerd: ventiduenne immaturo che salta di lavoro in lavoro, suona in una band Punk rock sconosciuta, scrocca l’affitto al suo amico gay Wallace e pensa ancora alla sua sensuale ex-ragazza; un bambino troppo cresciuto senza speranze. Tuttavia quando incontra la bellissima e stravagante Ramona Flowers, inizia per lui un percorso di formazione interiore a suon di crash e kaboom. Infatti per poter avere una relazione con Ramona, Scott dovrà sconfiggere i suoi sette malvagi ex, guadagnare il potere dell’amore, ma soprattutto quello del rispetto per se stesso.

 

Dalla pagina alla pellicola

Scott non nasce come protagonista di un film, ma ha le sue origini tra le pagine dell’omonimo fumetto di Bryan Lee O’Malley. Ciò è comunque particolarmente evidente grazie alle scelte del regista Edgar Wright, che ha deciso di creare un vero e proprio fumetto su pellicola, intersecando alle caratteristiche degli albi americani, alcune sfumature della cultura otaku e evidenti richiami ai videogiochi degli anni ‘80 e ‘90. Onomatopee e linee cinetiche accompagnano i movimenti degli attori, sia nei combattimenti, sia nelle scene più quotidiane; suoni iconici del mondo dei videogiochi  si ripetono insieme a segni grafici che riportano anche gli spettatori più giovani o estranei all’ambiente nerd nelle video-ludoteche di quarant’anni fa. Inoltre, come il fumetto, anche il film strizza l’occhio al genere shonen, ossia la categoria di manga indirizzati ad un pubblico giovane e per lo più maschile, ai quali lo stesso O’Malley si è ispirato nella stesura di tutti e sei gli albi.

Un inno alla sottocultura popolare
Questi richiami possono far sembrare assurda la pellicola ad uno spettatore che non ha mai letto un manga, un fumetto o non ha mai giocato ad un videogioco. D’altronde Scott Pilgrim vs. The World è un calderone di citazioni, ma può anche servire come base di partenza per inserirsi nella dimensione nerd. Infatti la pellicola di Edgar Wright viene tutt’ora citata, soprattutto per i giochi di parole e le battute pessime, che però si possono apprezzare solo nella lingua originale. Non si perdono invece in italiano i diversi connubi cinematografici e gli easter egg visivi, che non sono ovviamente presenti nel fumetto. Infatti Wright ha deciso di seguire l’esempio di O’Malley e ha unito nella propria pellicola una commistione di generi e inquadrature; le battaglie si susseguono con un ritmo simile a quello degli intervalli musicali nei musical e il dinamismo di alcune scene viene sottolineato dal trucco cinematografico chiamato “Texas Switch”, svelato all’interno del film stesso nel combattimento con l’ex Lucas Lee.

A distanza di 11 anni, Scott Pilgrim vs. The World rimane un lungometraggio stravagante, accattivane e decisamente fuori dalle righe. Inno alle sub-culture giovanili, Scott dimostra ancora oggi come una semplice storia d’amore possa trasformarsi nella paradossale dimensione nerd in un’avventura emozionante ed esilarante.

 

 

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