Regista: Ria Johnson

Produzione: Stati Uniti d’America

Anno: 2019

Attori: Ana de Armas, Daniel Craig, Chris Evans, Jamie Lee Curtis

 

 

 

 

Il nostro giudizio: buono

Recensione: Massimo Giachino 

 

 

 

Un moderno giallo con un cast d’eccezione che ci proietterà all’interno di una benestante famiglia americana, all’interno della quale verranno a galla invidie e gelosie, figlie di un testamento che lascerà sgomenti tutti i presenti.

 

TRAMA

Harlan Thrombey è un famoso ed affermato scrittore di romanzi gialli grazie ai quali ha accumulato nel tempo una considerevole fortuna economica nel campo editoriale. Nella grande villa di famiglia, oltre ad Harlan, vivono i figli Linda e Walter con i rispettivi coniugi (Richard e Donna) ed i rispettivi figli (Hugh Ramson e Jacob). Harlan ha avuto anche un terzo figlio, Neil, defunto. Nella casa continuano a vivere la moglie Joni e la di loro figlia Meg.

Nella magione trovano posto, infine, l’anziana madre Nana, la domestica Fran e l’infermiera personale di Harlan, Marta Cabrera.

La sera dell’85° compleanno di Harlan, tutti i componenti sono riuniti per festeggiare l’importante traguardo dello scrittore.

Finita la cena, Harlan si ritira nella sua stanza, per venire ritrovato suicida la mattina seguente. La realtà dei fatti è però ben diversa: prima di andare a letto Marta aveva provveduto a somministrargli in endovena 2 farmaci, prassi quotidiana ed abituale. Purtroppo però, quella maledetta sera, per una distrazione Marta inverte i dosaggi dei farmaci, non lasciando possibilità di salvezza al vecchio Harlan. Quest’ultimo, per salvarla dalla gogna in quanto l’unica persona che lo ha sempre accudito senza un secondo fine, architetta un piano per crearle un alibi, recidendosi la gola poco dopo.

La mattina seguente, oltre alla giustizia ordinaria per i rilievi, fa la sua comparsa una figura misteriosa, l’investigatore privato Benoit Blanc.

La cosa che più metterà in crisi tutto il sistema però non è tanto la morte dell’anziano scrittore, quanto la lettura del testamento. Esso prevede infatti che tutti i suoi averi, liquidi e proprietà, siano destinati a Marta Cabrera.

Indigno, invidia, rabbia e frustrazione sono i primi sentimenti che vengono a galla dai componenti della famiglia dopo questa sconcertante rivelazione. La stessa Marta Cabrera sembra la più sorpresa di tutti.

In seguito agli eventi di cui sopra tutti i piccoli segreti della famiglia cominciano a venire a galla, soprattutto le incomprensioni tra Harlan ed i suoi figli e nipoti, elementi che l’investigatore Blanc troverà molto interessanti per venire a capo dell’omicidio. Secondo gli indizi in suo possesso infatti la strada del suicidio comincia a non essere più così sicura. E soprattutto gli eredi naturali di Harlan sperano vivamente che sia così, anche perché riuscire a dimostrare che Marta sia un’assassina invaliderebbe automaticamente il testamento…

Seguendo una serie di ardite intuizioni e tracce invisibili agli altri, la verità viene infine a galla e le carte scoperte. Come spesso accade in situazioni simili, anche nella realtà, la cupidigia e la sete di denaro sono i veri protagonisti della vicenda, l’epilogo servirà esclusivamente a dare risposta alla nostra curiosità per poter incasellare ogni tassello del puzzle al proprio posto.

 

 

RECENSIONE/CONSIDERAZIONI FINALI:

Un cast di un certo spessore dà vita ad un misterioso giallo deduttivo, costruito con cura certosina per rimandarci ai classici “alla Agatha Christie”.

Paragonandolo ad una partita interattiva a “Cluedo” (la magione e i suoi segreti ne sono una chiara citazione), starà allo spettatore venire a capo del mistero, cercando di racimolare tutti gli indizi sapientemente centellinati lungo il percorso.

Il tocco di classe del regista probabilmente è la capacità di coinvolgere riuscendo a dare coerenza al tutto, non perdendosi in improbabili soluzioni lontane dalla realtà.

Ogni personaggio svolge il suo compito in modo egregio dandoci la propria versione dei fatti, a sua volta restando all’oscuro di quanto conosciuto e taciuto dagli altri. Solo mettendo insieme il tutto e con l’aiuto del Poirot della situazione, ovvero il detective Blanc, si potrà sperare di risolvere l’enigmatico intreccio famigliare a tinte noir.

Una pregevole fotografia, soprattutto per quanto concerne gli interni della casa di famiglia, ci accompagna, facendo da cornice a rivelazioni e scomode verità che a poco a poco aiutano a delineare cosa stia succedendo. Non sfugge il grande trono dei coltelli al centro della casa che, come in una sorta di “Grande Fratello”, ospita le confessioni dei sospettati (tutti!), accuratamente ascoltati dal pragmatico e sornione investigatore privato.

Tutti i comprimari della famiglia Thrombey (esclusa Donna) hanno una caratterizzazione al limite dello stereotipato ma comunque funzionale alla vicenda, facendo dei dialoghi e dell’ironia tagliente i punti di forza.

Tra tutti un plauso va sicuramente alla fredda Linda (Jamie Lee Curtis), capace di dare forza e carisma al canuto personaggio da lei interpretato.

Nota di merito anche all’anziana madre Nana, poco appariscente (probabilmente volutamente) e chiave di volta indispensabile per cogliere un passo fondamentale della vicenda.

Il regista Ria Johnson, famoso per aver girato un paio di pellicole dell’universo Star Wars (Rogue One e Gli ultimi Jedi) mette in piedi un teatrino che sembra facilmente risolvibile mentre, al contrario, spiazza continuamente con colpi di scena e capovolgimenti della storia, come “la forma di una ciambella che contiene a sua volta una ciambella più piccola”, citazione dello stesso Blanc.

A dare ulteriore profondità alla pellicola ci pensa l’immancabile satira politica, nemmeno tanto velata. Non sfuggono i ripetuti riferimenti alla condizione di Marta, figlia di una immigrata sudamericana irregolare, punto su cui tutti fanno leva, ognuno a suo modo, per farla cedere psicologicamente e chiederle di rinunciare all’eredità.

A sua volta non manca di essere evidenziato il legame stretto e sincero che lega Marta a sua madre, contrapponendolo alle continue bugie e loschi sotterfugi che si respirano all’interno della “rispettosa” famiglia americana.

Forse stando ben attenti a tutti i passaggi non è così impossibile venire a capo del mistero, ma in fondo “Cena con delitto” è un grande gioco, basta seguire scrupolosamente le regole per uscirne vincitori.

 

 

LA CURIOSITA’

Ana de Armas e Daniel Craig, dopo “Cena con delitto” faranno nuovamente coppia su schermo con la 25° pellicola dedicata a James Bond.

 

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