ADELE 25

Autore: Adele

Anno: 2015

 

 

Il nostro giudizio: OTTIMO

Recensione: Nya

 

Ci ha fatto un po' attendere, ma ne è valsa la pena.
Parlo ovviamente di Adele.
Quando ho comprato questo disco la sera mi sono tenuta libera appositamente per ascoltarlo in santa pace. Era l'impegno della serata. L'ho

preferito a un'uscita tra amici, un cinema o il dolce far niente. Non mi capitava da tanto tempo questa sensazione.
Perché lei è così. Lei ruba il tuo tempo regalandoti le sue note, la sua voce.
E' essenziale, ed è questo che ci piace di lei.
Non si preoccupa di essere per forza troppo sexy o vestita troppo bene. E' naturale. E lo rispecchia anche nel CD. Perché perdere tempo a cercare il titolo giusto quando puoi semplicemente intitolarlo con la tua età anagrafica? E perché non farlo per tutti e tre i Cd's?
Dopo l'ultimo album (21) con capolavori come Rolling in the deep, Rumour Has it, Turning Tables, Set Fire to the Rain e Someone like you era difficile forse anche per lei in primis rimanere allo stesso livello artistico e umano e invece lei ce l'ha fatta. Come? Nel modo più semplice possibile: Un cd  composto dallo “stretto necessario”:
una copertina col suo volto, il numero 25  inciso sul Cd, 11 brani praticamente acustici.
Hello che conosciamo tutti ormai: un signor arrangiamento. Nulla da dire, sarebbe superfluo.
Send my love è praticamente un inno al groove. Voleva farci intendere che anche lei, malinconica ed elegante, sa produrre brani RnB ritmati e allegri, pur parlando sempre di amore. Non riesci a non tenere il ritmo con la testa ascoltando questo brano.
I miss you si introduce con delle sonorità oscure, azzarderei dicendo anche un po' “spettrali”. Ma poi rischiara tutto la batteria e la voce limpida di Adele.
When we were young è una delle mie preferite, oltre che della stessa  Adele. Il pianoforte scandisce l'avanzare del tempo, e lei lo racconta.
Remedy è una bellissima dedica d'amore, voce e pianoforte perché quando si parla d'amore basta poco, c'è già lui.
Water under the bridge  scritta con Greg Kurstin, che li vede insieme per la prima volta, e la sua influenza si sente. Spazio al ritmo, ma non dimentichiamoci dei cuori spezzati. Per carità!
River Lea ha catturato subito la mia attenzione e lo farebbe con chiunque ami un minimo il gospel, perché l'introduzione lo richiama parecchio per poi aprirsi nel ritornello.
Love in the dark drammaticamente con archi e pianoforte. Indubbiamente bella da cantare, ma avrei azzardato un po' di più, forse con qualche acuto.
Million Years Ago è la tipica canzone che ti segna già dal primo ascolto. Voce accompagnata da una semplice chitarra acustica e semplici anche i cori che con una sola consonante (Mmmm) fanno venire i brividi.
All I Ask richiama un po' la vecchia Someone like You. Il ritornello mi ricorda un po' le sonorità degli anni '80. E si conclude con il pezzo dedicato al figlio, Sweetest Devotion, accompagnato appunto dalle voci di un bambino all'inizio e alla fine del pezzo. Sound pieno, degna chiusura dell'Album.

Come sempre, Adele riesce a far concentrare tutta l'attenzione sulla sua voce e sulla sua musica, nient'altro. “Niente gossip, pazienza per i Kg di troppo, ho un bel viso e sfrutto quello ma vi ricordo che io canto.” E...come canta!

 

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