COM'E' GIUSTO CHE SIA

 

 

Autore: Marina Di Guardo

Anno: 2017

Ed: Mondadori

 

Il nostro giudizio: OTTIMO

Recensione: Marypollon

 

 

You told me to lie without a trace...

and kill with no remourse

On the outside I'm the greatest guy

 

But I am dead inside ....

 

Mi è piaciuto davvero questo noir di Marina Di Guardo, autrice di Cremona che pubblica per Mondadori, che non vorrei temesse un po' il fatto di essere la madre della popolare fashion blogger Chiara Ferragni.

 

Si tratta di un romanzo a parer mio veramente ben scritto che, parlando di traumi dimenticati ma mai risolti, affronta la problematica attuale della violenza verso le donne.

 

La tematica è affrontata però vista dal punto di vista di una donna che decide di diventare carnefice e non solo vittima.

 

Viviamo ancora nell'età della pietra noi donne, ci facciamo la guerra per maschi che non meritano nemmeno la punta del nostro alluce.

 

E' ambientato per la maggior parte a Milano, ma nella Milano che continua a mettere la protagonista - già dalla vita familiare problematica - a continuo e forzato contatto con una ricchezza che potrà sempre desiderare e non potrà mai avere.

 

Tutto questo non mi è mai appartenuto ne mai mi apparterrà...

 

Tocca molti temi per me interessanti, quali il rapporto non risolto con i genitori, o la premeditazione del male.

O ancora il fatto che mali e comportamenti opposti nascano frequentemente dal medesimo dolore (questo è ciò che vorrei trattare come più volte detto nel mio ipotetico romanzo  che scrivero' prima o poi.meglio prima che poi..)

 

O ancora temi come la malattia mentale, lo squilibrio, che alberga anche in menti eccelse e professionisti insospettabili, bravissimi forse proprio per la freddezza con cui trattano la propria "carne da cannone".

Come ben sappiamo chi finge bene vede "naif" tutti gli altri, ma si nasconde dietro il proprio squilibrio e la propria patologia, spesso addirittura premiata socialmente ( ... si sa gestire... si sa muovere ... sa fingere bene... non si capisce mai cosa pensi... è sempre in camicia bianca, non vedi nemmeno il colore dei suoi occhi ...)

 

Milano, dunque…

 

La primavera artificiale del prêt-à-porter . Promesse di seduzione e felicità da acquistare strisciando carte di credito. Una commessa, sull'uscio di una boutique, fumava una sigaretta,  il piglio sprezzante ed il bilocale diviso con le amiche in periferia , moderna serva della gleba travestita da signora bene.

 

Guardò le luci spente, i marciapiedi imbrattati di pisciate di cani e le vetrine ricolme di vestiti che non si sarebbe mai potuta permettersi. Si senti sola come in nessun'altra parte del mondo può accadere.

 

La protagonista è una ragazza giovanissima di 22 anni,  Dalia, studentessa di medicina, che decide di diventare una serial killer.

Nonostante la sua bellezza, non è interessata particolarmente alla cura della medesima o a piacere al prossimo.

 

Vive stilando un elenco delle vittime da eliminare (legati ai dolori della propria infanzia) e aspettando il Momento per colpirle (le studia, le segue nelle abitudini...)

Usa il cervello, pianifica, premedita, con un freddo disegno di vendetta dentro di se…

 

La morte viene studiata con fredda e razionale determinazione, come se si trattasse di applicare alla lettera la ricetta di una brava massaia, dietro la farsa, la rappresentazione quotidiana.

Sceglie le vittime volutamente tra chi sa essere stato carnefice delle donne, distruggendole psicologicamente e fisicamente.

 

Altro tema per me molto interessante è come il dolore possa salvare una persona, il sacrificio del maschio carnefice possa rendere queste donne martoriate e brutalizzate, una volta libere... capaci di disegnare il proprio destino... o perlomeno libere di provarci... libere dai mostri in vesti di uomo...

 

La storia procede con il delinearsi del rapporto semi-amoroso con Alessandro, ragazzo traumatizzato dalla morte del padre, ma diverso dagli altri.

 

Mai nessuno si è interessato ai miei sogni, senza chiedermi qualcosa in cambio.

Come si vedrà, nemmeno questo amore sarà cosi' forte da vincere il desiderio di morte, thanatos…

 

Il desiderio di Dalia di vendicare la tristezza della madre non riuscirà a vincere.

 

Ti ho dedicato la mia vita mamma, ma è stato tutto inutile

Non tornerai mai più quella di una volta....

 

... Ma qui si delinea il finale a sorpresa

che vedrà la coppia riconoscersi in nuovi schemi, o meglio vecchi schemi, ora finalmente liberi di essere rivelati. Anche i traumi ed i fantasmi di Alessandro saranno finalmente liberi di esternarsi.

 

Degna di menzione la vicenda familiare anche del tenente Caruso, che si occupa delle indagini, e che vive nell'attesa di un complimento dal padre, con cui si confronta continuamente durante lo svolgimento delle indagini.

 

Tutta la vita l'aveva rincorso, cercando di piacergli, di avere la sua approvazione, di essere la sua "apple of his eyes"

Ora che l'aveva ottenuta avrebbe voluto avere un marchingegno fantascientifico per bloccare, cristallizzare quel momento per sempre.

 

Un thriller sicuramente non banale e diciamo "piacevole", che colpisce per il finale sorprendente.

 

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