L'ASSASSINO TIMIDO

 

 

 

Autrice: Clara Usón

Anno: 2019

Editore: Sellerio

 

Il nostro giudizio: DISCRETO

Recensione: Alessandro Bavuso

 

 

TRAMA:

 

Il libro non ha una trama intesa nel senso classico, ma una struttura più complessa in cui la protagonista, o meglio "co-protagonista" insieme all'autrice, Sandra Mozarowsky, ci viene raccontata attraverso alcune vicende pubbliche della sua vita. Ad affiancare il racconto degli ultimi anni della vita di Sandra (la cui morte in giovane età è annunciata fin dalle prime pagine) vi è, in una sorta di parallelismo, il racconto di alcuni episodi della vita privata di Clara (l'autrice appunto) messi a confronto e contrasto con la storia della prima.

Sandra Mozarowsky non è un personaggio di fantasia, bensì un'attrice di un genere di cinema erotico spagnolo noto come Destape, diventato popolare e, permesso, negli ultimi anni della dittatura Franchista, morta in circostanze "ufficialmente chiare" (ritenutosi un incidente), ma in reltà abbastanza oscure da lasciare aperte molte speculazioni intorno ad esse. Si riteneva infatti che Sandra fosse l'amante dell'allora Re di Spagna (Juan Carlos I), dettaglio non di poco conto che viene mostrato anch'esso fin dalle prime pagine del libro e che darà impulso alle teorie intorno alla misteriosa morte dell'attrice. La trama, dunque, ci racconta le vicende di Sandra e Clara. Storie diverse ma in qualche modo legate, accomunate, contrastanti e speculari, aggiungendo digressioni che ci portano a conoscere scorci e frammenti della Spagna dell'epoca e di come questa sia cambiata, corredata da citazioni di filosofi e frammenti della vita di essi.

 

RECENSIONE:

 

Il romanzo colpisce subito per la sua orignalità: a cominciare dal titolo, che si presenta emblematico e carico di mistero, volendo richiamare una struttura che potrebbe caratterizzare un thriller e raccontandoci appunto questa oscura vicenda attraverso gli aspetti più ambigui di essa. Presenta poi una trama altrettando originale, fatta di aneddoti di vita e arricchita con considerazioni di natura filosofica, voli pindarici attraverso racconti di fantasia e frammenti della storia e della politica della Spagna dell'epoca. Tutto ciò offre al lettore molti spunti di riflessione da un lato, riuscendo ad incuriosirlo, dall'altro creando un mix che unito a uno stile di scrittura arioso e scorrevole ne rende indubbiamente piacevole la lettura. Altro punto di forza è la lunghezza, il libro è composto da meno di 200 pagine, indubbiamente un pregio considerando il tipo di storia narrata, che se più lunga finirebbe con essere troppo densa di eventi e conseguentemente ridondante. Bene, infine, anche tutte le fantasiose digressioni che inserisce, alternando teorie filosofiche veri e propri (bizzarri) confronti immaginari con i filosifi stessi (Ludwig Wittgenstein in particolare). Per quanto abbia apprezzato tutti questi aspetti il libro non è riuscito a coinvolgermi fino in fondo, soprattutta per via degli eventi narrati, che per quanto ben raccontati sono riusciti a trascinarmi fino ad un certo punto. Tutte le vicende legate alla storia di Sandra, che riportano brevi seppur significative e speculari alla narrazione estratti delle sue interviste e aspetti delle trame dei suoi film, finiscono con l'essere poco interessanti e funzionali solo al raccontare il personaggio, prima di arrivare alle vicende relative alla sua morte. Parimenti gli aspetti della vita dell'autrice raccontati nel libro non si possono certamente considerare avvincenti o particolarmente adatti ad incuriosire il lettore. Decisamente più "accattivante" tutta la parte relativa agli intrighi legati alla morte di Sandra, in cui l'autrice si confronta con le teorie (alternative alla storia ufficiale) che vedono coinvolta la politica e il Re di Spagna, che dovrebbe essere il vero cuore della storia.

 

CONSIDERAZIONI FINALI:

 

Clara Usón è un'autrice "nuova" per me e forse ho scelto il libro sbagliato per iniziare a conoscerla, che di certo non mi ha colpito per intensità narrativa o delle vicende in esso raccontato. Tuttavia, come già accennato me ne è piaciuto molto lo stile di scrittura, che ho trovato davvero leggero.

 

Questo libro, che punta a raccontare in modo "diverso" una vicenda realmente accaduta (ragion per cui l'autrice ci dice subito della morte di Sandra, non essendo questa la parte misteriosa della storia), a mio avviso si presenta al lettore come un po' incompleto. Non intendo nello sviluppo degli eventi, bensì nella ricchezza di tutti quegli elementi della trama che rendono il racconto capace di catturare il lettore e portarlo sempre "rapito" verso la fine dell'opera. E' come se mancasse un po' di quella tensione narrativa necessaria in opere del genere e ciò è dato dal fatto che alcune delle vicende che danno appunto un taglio nuovo e orignale alla narrazione si rivelano esssere troppo slegate da essa allontanando dalla vicenda.

 

Tuttavia nel complesso il racconto, anche perché si legge bene, riesce a regalare qualche ora di piacevole lettura ed incuriosire anche un po'.

 

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