GEORGIA. IL PAESE CHE DIO VOLEVA PER SE'


 

 

Autore: Francesco Trecci

Anno: 2017

Casa Editrice: Apice Libri

 

Il nostro giudizio: BUONO

Recensione: Marypollon

 

Bella gente, prodi di battaglie e buoni arceri” – Marco Polo, Il Milione

 

L’Associazione “Italia – Georgia – Eurasia”, ACIGEA, nasce nel 2015, su iniziativa di Lali Panchulidze e di un gruppo di georgiani, residenti in Italia, a sostegno della diffusione delle tradizioni caucasiche, del dialogo interreligioso con i cattolici, del consolidamento delle relazioni politiche, economiche, turistiche e commerciali fra le diverse nazioni dell’Eurasia. La Georgia è una piccola-grande nazione, una civiltà plurimillenaria, confine e sintesi fra oriente e occidente. ACIGEA promuove la conoscenza della Georgia conferenze culturali, spettacoli folkloristici, eventi enogastronomici e viaggi.

 

All’interno di uno degli eventi da essa organizzati, sono entrata in contatto con lo scrittore Francesco Trecci, laureato in scienze politiche e storia medievale, la cui opera mi ha accompagnato durante queste vacanze e che mi ha fatto conoscere quasi per caso un paese meraviglioso, caratterizzato da una propria lingua, che si parla da 2000 anni, ed addirittura da un proprio alfabeto; da  un forte senso di ospitalità, accogliente e paradossalmente “latino” sotto molti aspetti nonostante l’evidente distanza geografica.

 

Un autore per cui la Georgia non è direttamente collegata alla propria attività lavorativa, ma rappresenta piuttosto un innamoramento costante, una grande passione , nata dalla lettura di un articolo su questa terra distante, nell’autunno del 2000, su I viaggi di repubblica e in seguito dalle sua prima tesi di laurea.

 Nella sua opera ci porta in un mondo che sa di vigneti, di citta rurali, citta d’arte, monasteri, e che ci parla di spiritualità profonda e difesa ad ogni costo.

 

L’opera parte dalla splendida capitale:  TBILISI, descritta dall’autore come una realtà sempre emozionante , ad ogni visita; apprezziamo in questo libro la descrizione della città, delle piazze e delle arterie principali.

Francesco ci fa sognare partendo dalla grande arteria che porta nel centro storico, intitolata alla regina Ketevan , sovrana della regione del Kakheti, incisa, è il caso di dirlo, nel cuore del popolo e delle donne che portano il suo nome.

Preferì farsi torturare ed uccidere piuttosto che rinunciare alla sua fede , la sua vicenda rappresenta bene i valori chiave che si celano nel cuore di questo popolo:  Integrità,  legame al cristianesimo, e resilienza.

 

Ammiriamo la statua del mitico Vakhtang Gorgasali , fondatore della città dove avrebbe edificato il Palazzo Reale, un cavaliere che ha lottato per la rinascita e la gloria della patria, il cui regno è durato tutto il quinto secolo.

L’arteria principale di Tbilisi è stata creata dai russi nell’ottocento sul modello delle città europee ed è intitolata al Dante georgiano Rustaveli, autore dell’opera “Il cavaliere dalla pelle di leopardo “

 

Su questo grande viale è presente il vecchio parlamento , dove il 9 aprile 1989 ci fu il tragico massacro di pacifici manifestanti da parte dell’esercito russo, a seguito del quale e dei susseguenti eventi a catena, fu dichiarata l’indipendenza della Georgia.

 Dopo l’indipendenza, come purtroppo è noto, seguirono il tracollo economico, la guerra civile, i profughi; mancavano acqua energia elettrica ed i servizi essenziali.

 

Ho amato il capitolo sul crocevia di Khashuri , zona senza manifatture o capannoni industriali, ma in cui fiorisce la produzione di amache , facendo nascere un piccolo distretto a se, indimenticabile.

Proseguiamo con  Il racconto dello splendore raggiunto sotto la regina Tamara, nelle tradizioni denominata al maschile Tamar,  che fece raggiungere alla sua terra la  massima espansione artistica, culturale, territoriale al proprio paese.

Visse tra la Fine del dodicesimo ed inizio del tredicesimo secolo – lasciando ai posteri in eredità una trasformazione totale - Il Rinascimento georgiano– la cui impronta è ben visibile in chiese , affreschi, poemi, monasteri, accademie, e nei sempre maggiori diritti alle donne.

  

Ho amato il richiamo a Shevardnadze, ultimo ministro degli esteri URSS e presidente della Repubblica Georgiana  fino al 2003.

Importante è la regione del Samegrelo, con la sua lingua autonoma e le sue tradizioni peculiari.

E poi l’Imereti: si tratta della leggendaria Colchide, nota in miti e leggende, La Colchide era storicamente la patria di Eete e Medea  e la destinazione degli Argonauti.

Secondo la mitologia greca, la Colchide era una terra favolosamente ricca, situata alla periferia misteriosa del mondo eroico. Qui nel boschetto sacro al dio della guerra Ares, il re Eete teneva appeso il vello d'oro fino a quando Giasone e gli Argonauti non giunsero nel suo regno con l'intenzione di impadronirsene. Ad aiutare Giasone nella conquista del vello d'oro fu Medea, figlia di Eeta e dunque principessa della Colchide, protagonista anche di una tragedia di Euripide dal titolo, appunto, di Medea. La Colchide era anche la terra dove il personaggio mitologico Prometeo fu punito, per avere rivelato all'umanità il segreto del fuoco; fu incatenato quindi a una montagna, mentre un'aquila veniva a mangiargli ogni giorno il fegato. Anche le Amazzoni si diceva fossero di origine scita della Colchide.

Al centro della Colchide c’è KUTAISI, la Firenze georgiana,  secondo già Apollonio rodio capitale della Colchide, e tuttora seconda città del paese per numero di abitanti.

A pochi minuti dal centro di Kutaisi la residenza delle regina Tamar (Geguti), che danno l’idea della grandeur della corte dei Bagrationi.

La zona dell’oriente georgiano è detta la terra del vino, Kakheti, regione che ha fatto la sua ragione di essere nella coltivazione del vino stesso.

Nella medesima è coltivata almeno la metà del vino della Georgia ( che ricordiamo mi risulta prevedere almeno 500 vitigni) , anche grazie ai KVEVRI, ovvero l’uso di antiche anfore di terracotta inserite nel terreno.

Importante è Dmanisi con i suoi  scavi in atto dal 1925, che hanno portato alla scoperta di resti fossili umani datati se non erro a 1.800.000 di anni fa , a meta tra homo habilis e homo erectus , secondo gli archeologi fu una via di transito per le specie umane che nate in africa utilizzarono questa terra come scalo tra Asia ed Europa.

Cosa mi è piaciuto di più? Ho apprezzato le pagine dedicate alla cucina, il mitico khachapuri (focaccia che puo’ essere col formaggio o con uovo crudo sopra) , i ravioli detti khinkali, la zuppa chakapuli Ricordiamo che i Ristoranti aperti ad ogni ora del giorno e della notte, come altre attività tra cui supermarket, banca, gommista, meccanico….

 

Lascio la conclusione alla viva voce di Francesco : ho scelto di creare quest’ opera divisa in capitoli,  che sono le diverse regioni della Georgia.

Questo libro lo sognavo di fare da sempre: ho cercato di mettere dentro l'anima di questa terra, tutta la passione e l'amore che ho provato negli ultimi 18 anni.. Spero di esserci riuscito!

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