I LOVE TOKYO

Autore: La Pina

Anno: 2017

Ed. Vallardi

 

Il nostro giudizio: OTTIMO

Recensione: Erika K. Biondi

 

TRAMA:

“I Love Tokyo” non è una guida turistica, è una lettera d’amore, o come lo definisce la stessa Pina, una “canzone d’amore”, sì perché il libro è anche dotato di una bellissima colonna sonora composta dal marito, Emiliano e fruibile attraverso i QR Code reader che si trovano all’inizio di ogni capitolo nella pancia dei daruma e che dura mediamente tutta la lettura della sezione.

Un viaggio virtuale nella terra del sol levante visto con gli occhi di una persona che ama profondamente questa realtà e che la racconta attraverso i colori, gli odori, le emozioni, e ci racconta di una città grande quasi quanto tutta la Lombardia, fatta di circoscrizioni, piccoli microcosmi tanto diversi quanto particolari ed affascinanti.

Il testo si suddivide in 7 capitoli, una Conclusione e “una settimana da Pina a Tokyo”, insomma tutto quello che vorreste sapere per organizzare un viaggio in questo posto dall’altra parte del mondo o tutto quello che non avete visto.

RECENSIONE:

Non posso non cadere nel personale in  questo caso perché anche io ho amato e amo Tokyo, pertanto per me prendere in mano questo libro è stato come vivere un flash back che mi ha emozionalmente riportato alle dinamiche e la vita di questa città.

In Italia abbiamo una visione stereotipata delle grandi metropoli che è legata al modello americano, ma in questo caso è diverso, Tokyo o la odi o la ami, non ha mezze misure, ma se la ami lo fai tutta la vita e il richiamo è talmente forte da essere inspiegabile. Probabilmente veniamo da generazioni cresciute a pane e cartoni animati (anime), forse perché è tutto talmente fuori dagli schemi occidentali che sembra di vivere in un manga, con le ragazzine in divisa da marinaretta, i grattacieli infiniti, il cielo di un azzurro come solo qui può essere, il cibo preparato e presentato come in un rituale, il paese dell’ordine e della pulizia, dove il rispetto per la natura e il prossimo sono alla base del quotidiano, dove l’antico vive e convive con la modernità in un connubio di contrasti e contraddizioni che è estremamente unico e spettacolare.

Il motto qua è “kuki wo yomu”: leggere l’aria, impara l’atmosfera attorno a te e adeguati, non schiamazzare, non sporcare, ringrazia, impara la cortesia perché “in qualsiasi buco  entri trovi sempre persone gentili, penombra, ottimo cibo, riservatezza. Questa è l’essenza del Giappone” e “Questo dolce paese, scosso spesso da brividi di terremoto, possiede una morale molto semplice che chiede all’uomo di rispettare un’unica legge: costruire bene il mondo delle cose che sono intorno all’uomo”.

La Pina ci racconta un mondo, il suo mondo, come se poi la cornice dovessimo metterla noi, dà delle direttive per facilitare un soggiorno e toglie tanti dubbi o paure a chi non è mai andato con la convinzione di non riuscire a leggere i kanji, mangiare, muoversi, o ancora peggio a chi pensa che qua tutto sia carissimo; negli anni 70 forse, oggi non è più così.

CONSIDERAZIONI FINALI:

Ho letto il libro tutto d’un fiato in tre giorni, la scrittura è fluida e piacevole, il linguaggio semplice e scanzonato con punte di ironia tipiche della Pina. Il sottofondo musicale dona tridimensionalità alla lettura fornendo suoni, spesso ci sono filmati che vestono le parole anche di colori: geniale!

Un testo visivo e sonoro che emotivamente trascina e lascia poco al caso, una delle poche volte in cui una sorta di guida-storia entra tanto sotto pelle, in punta di piedi, senza rendersene conto, eppure all’ultima pagina senti quasi un vuoto e vorresti leggere ancora e ancora, saperne di più e assorbire più nozioni possibili.

Lavoro dettagliato e delicato, curato nei minimi dettagli, a partire dal packaging tutto raccontato in maniera informale come ci si trovasse al tavolo a parlare durante una cena tra amici, lo spirito di chi vive una vita divisa tra la patria e il paese del cuore raccontato con il calore e la delicatezza di chi ama davvero.

“Sono certa che una qualsiasi mappa sul vostro telefono vi porterà a destinazione senza problemi meglio di me. Quello che però nessuna guida vi potrà dare è la mia Tokyo. Il modo in cui l’ho vista, annusata, sentita, mangiata, accarezzata e amata fin da ragazzina”.

Partiamo?

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