LA GRANDE ILLUSIONE

Regista: Jean Renoir

Produzione: Francia

Anno: 1937

Attori: Jean Gabin, Dita Parlo, Pierre Fresnay, Erich Von Stronheim

 

Il nostro giudizio: OTTIMO

Recensione: Marypollon

 

Il secondo film di guerra che mi è stato segnalato è un altro capolavoro, un accorato messaggio pacifista che non trascura le differenze sociali, di Jean Renoir (figlio di Renoir il pittore).

Con Jean Gabin, premiato a Venezia, fu proibito in Italia ed in Germania.

 

E’ il solo film francese che figura stabilmente nelle classifiche dei 10 migliori film del cinema.

 

Da un lato bambini che giocano a fare i soldati e dall’altro soldati che giocano a fare in bambini.

Non eravamo animati da alcun odio nei confronti dei nostri avversari, erano dei buoni tedeschi come noi eravamo dei buoni francesi.

 

Prologo. Fronte francese. Durante la guerra 1914- 18. Il capitano Boëldieu e il tenente Maréchal un aristocratico ed un proletario sono abbattuti con il loro aereo dall'ufficiale tedesco von Rauffenstein, asso dell'aviazione tedesca, e fatti prigionieri.

 

Vi ricordo che siete qui sotto l’autorità della legge tedesca- in caso di tentata evasione, le sentinelle hanno l’ordine di sparare su chiunque venga sorpreso a varcare il confine.

Se non obbedite subito ai miei ordini sarò costretto a spararvi.

 

Campo di detenzione di Hallbach. Boëldieu e Maréchal vengono trasportati in questo campo di prigionia dove incontrano altri connazionali: un attore abile nei giochi di parole, un professore, un ingegnere del catasto, un sarto figlio di ricchi banchieri, Rosenthal, che divide con i compagni i pacchi di viveri che la famiglia gli invia. Stanno realizzando la costruzione di un tunnel per poter evadere in gruppo. Hanno anche il tempo di organizzare una festa teatrale in cui alcuni si travestono da donne.

 

Ben nota la sequenza in cui ballano la Marsigliese.

 

Improvvisamente arriva l'ordine di trasferimento degli ufficiali dal campo dove arriveranno dei prigionieri inglesi.

 

Ciò che mi sorprende non è la musica o gli strumenti, ma il rumore dei passi.

 

Ciò impedisce l'evasione attraverso il tunnel ormai terminato.

 

Un campo da golf serve a giocare a golf, un campo di prigionia ad evadere.

 

Ripetuti saranno i tentativi di fuga dai tanti campi ai quali saranno destinati, per approdare, infine, alla fortezza di Wintesborn.

A capo del castello c'è von Rauffenstein che, ferito in una missione aerea, è stato destinato a compiti meno rischiosi. Un'azione diversiva è ideata dal capitano Boëldieu per consentire la fuga a Maréchal e a Rosenthal, che hanno preparato una lunga corda per calarsi dalle mura del castello. Viene inscenato una specie di ammutinamento musicale per distrarre la guarnigione della fortezza. Boëldieu, in uniforme e guanti bianchi, sfida von Rauffenstein e suona un piffero con insolenza sul cammino di ronda costringendolo a sparargli addosso.

Maréchal e il soldato Rosenthal fuggono verso il confine svizzero. Dopo alcuni chilometri Rosenthal ferito a una caviglia zoppica e avanza a fatica. Provvidenzialmente trovano rifugio in una fattoria tedesca, abitata da una vedova di guerra e dalla figlia. La donna ospita i fuggiaschi e non li denuncia. Un tenero legame si stabilisce fra lei e Marechal.

 

Non capisce la mia lingua, ma ci capiamo...

 

Ma i due francesi devono ripartire.

 

Una pattuglia tedesca li avvista mentre attraversano un pendio completamente innevato; un soldato punta l'arma, ma il compagno gli impedisce di sparare: il confine tra Svizzera e Germania è superato. Rosenthal e Maréchal sono finalmente su una terra libera.

 

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