LA FELICITA' E' UN SISTEMA COMPLESSO

Regista: Gianni Zanasi

Produzione: Italia

Anno: 2015

Attori: Valerio Mastandrea, Giuseppe Battiston, Hadas Yaron

 

Il nostro giudizio: MEDIOCRE

Recensione: Enrico C.

 

Dietro a “La Felicità è un sistema complesso” del  regista modenese Gianni Zanasi si nascondono tutte le debolezze della gran parte del cinema italiano contemporaneo. Viene scomodata la solita parola magica e molto di moda, “leggerezza”,  che dovrebbe evocare in – senso positivo – naturalezza e spontaneità ed invece cela un’allarmante superficialità e scontatezza, in un unico termine, banalità. Come se il cinema

del bel Paese non possa produrre altro che lievi commedie agrodolci con qualche pretesa intellettuale o di pseudo impegno sociale.

Valerio Mastandrea è l’interprete perfetto per il personaggio di Enrico Giusti: una sorta di tenero e romantico sprovveduto ritrovatosi a fare l’inconsapevole tagliatore di teste; viene però il dubbio che in realtà Mastandrea continui a fare il solo ruolo che da oltre vent’anni gli riesce perfettamente, ovverosia Mastandrea stesso. Valerio Mastandrea, il timido ed ingenuo sognatore, re dell’understatement dal sorriso amaro che può via via essere l’infelice insegnante di lettere  de “La prima cosa bella” di Virzì, il tormentato scrittore di “Giulia non esce la sera” di Piccioni o il simpatico tatuatore pasticcione de “La sedia della felicità” di Mazzacurati, solo per citare tre dei suoi ruoli da protagonista. Mastandrea perfetto come sempre, quindi, a recitare la parte di Mastandrea.

Per il resto il film è un “guazzabuglio” di temi confuso e spunti di riflessione solo abbozzati: pretese di filosofia new-age o tendenze neohippy fuori tempo massimo (lo scontatissimo personaggio interpretato da  Hadas Yaron) culminanti nelle scene finali in cui l’ex tagliatore di teste finalmente consapevole e redento si unisce ai giovani in una sorta di inno alla vita  ; pseudo-impegno sociale con il tema della crisi e della delocalizzazione delle imprese (l’azienda per cui lavora Enrico Giusti sembra una sorta di Spectre con sessioni di team di building da società segreta…).

Il tutto condito da battute e sketch (in verità poco divertenti) che dovrebbero ricordare allo spettatore che comunque pur sempre di commedia all’italiana si tratta, per carità. Beata leggerezza.

 

1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Rating 2.60 (5 Votes)