THE CONJURING, IL CASO ENFIELD

 

Regista: James Wan

Produzione: Stati Uniti

Anno: 2016

Attori: Vera Farniga, Patrick Wilson, Frances O’ Connor

 

Il nostro giudizio: DISCRETO

Recensione: Erika K.Biondi

 

TRAMA:

Anni Settanta, cittadina a nord di Londra, immersa in una natura a metà tra il piovoso e il livido; una qualsiasi famiglia, gli Hodgson, padre, madre e quattro figli che lottano per sbarcare il lunario e si trasferiscono a vivere in questa casa umida e vecchia che tutto sembra fuorché un luogo salutare in cui far crescere la prole.

 

Poco dopo il trasferimento si manifestano eventi strani e inquietanti che hanno del sovrannaturale, a partire dall'atteggiamento del cane a inizio pellicola, passando attraverso la piccola Janet che pare divenire una sorta di medium, fino all'armadio che si apre e si richiude a piacimento durante la notte.

A poco a poco le manifestazioni insolite diventano copiose e infestanti tanto da far decidere Peggy, la madre a rivolgersi a due esperti di fenomeni paranormali: i coniugi Ed e Lorraine Warren che animeranno ancor di più gli animi trovando la casa infestata e facendo “arrabbiare” lo spirito del luogo.

 

RECENSIONE:

Dimentichiamo subito la sobrietà perché di tutto possiamo trovare in questa pellicola fuorché quella: a un certo punto la telecamera pare quasi impazzita e in un crescendo di riprese a serpente che arrivano dirette fino alle viscere della casa con avvitamenti e ondeggiamenti degni di un parco giochi arriviamo a capire, nel caos generale, cosa sta realmente accadendo...

Una casa scenario in passato di morti cruente, un'ambientazione degna di un thrillerone che si rispetti  con carta da parati scrostata, cantine lugubri, passaggi segreti e pertugi dietro ogni anfratto, ragnatelone modello aquilone in un crescendo di vedo non vedo che nulla mostrano ma che fanno crescere la tensione e l'ansia nello spettatore.

Trasshissima anche la possessione con annessa sedia in levitazione con ribaltamento incorporato e lenzuolo sporco di sangue, o le immagini di colluttazione che sembrano vere e proprie liti tra wrestler arrabbiatissimi e in procinto di mordere dove capita.

Il ritmo parte un pò lento, poi piano piano, tra casi inverosimili, carillon rivela spettri, apparizioni spettrali e apporto musicale in crescendo si arriva a toccare con mano la fifa vera anche se i protagonisti, seppur persi nel delirio della possessione non abbandonano mai un pò di lucidità.

Alcuni hanno definito la regia “rapace”: concordo; siamo di fronte a un prodotto che tra trash e inquadrature da mal di mare riesce appieno a risvegliare la paura che sta dentro ognuno di noi.

 

CONSIDERAZIONI FINALI:

The Conjuring 2 è il sequel del capitolo horror campione di incassi nel mondo secondo solo a L'Esorcista, una “reale” e oscura, documentata storia di fantasmi e presenze in cui James Wann tesse una tela degna di nota e di paura.

Tutto viene reso pauroso, dalla casa umida e grigia, ai giocattoli inquietanti, le camere come piccoli spazi infernali; insomma una cura nel dettaglio minuziosa e astuta.

Wann diventa geniale nel momento in cui sorprende lo spettatore, infatti il terrore arriva dalle viscere della casa, dai luoghi del raccoglimento e mai quando lo si aspetta, spesso non arriva in maniera frontale, ma dai lati dello schermo, in più i personaggi, con l'avanzare della vicenda risultano sempre più spossati e provati sia fisicamente che psicologicamente. Lo stesso avviene per lo spettatore che si trova ad affrontare una pellicola particolarmente lunga e ricca di tensione tanto da far anelare una fine chiarificatrice e portatrice di risposte e certezze.

L'andamento è dapprima lento, forse troppo, poi un tripudio di: quadri che cadono, persone che vengono “centrifugate” attraverso le stanze della casa, presenze che si rivelano senza rivelarsi veramente...si fa leva sulle paure del quotidiano e dell'ignoto che incrostano il subconscio umano fino a che, onde evitare una crisi cardiaca agli spettatori più deboli di cuore, si arriva a far divenire noto l'ignoto.

I fenomeni paranormali sono i  soliti: porte che sbattono, quadri che cascano, coltelli volanti...tutto già visto e scontato, i dialoghi sono banali e nessun colpo di scena particolare per gli affezionati del genere. Caos visivo dato dalle inquadrature da luna park a parte e la suora simil Marilyn Manson diciamo che il finale più che horror è action. Nemmeno i brividi alla fine risultano così terrificanti: direi in tutta onestà che il film è un semplice prodotto commerciale lanciato da un passato di horror ma che non regge numerosi confronti: esageratamente sopravvalutato.

Buona visione accompagnata da un supporto di caffeina per mantenere l'occhio vigile ed evitare i momenti di noia che costellano il film!

Voto insufficiente su tutta la linea.

1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Rating 3.68 (17 Votes)