STEVE JOBS

Regista: Danny Boyle

Produzione: Stati Uniti

Anno: 2015

Attori: Michael Fassbender, Kate Winslet, Seth Rogen, Jeff Daniels

 

Il nostro giudizio: BUONO

Recensione: Marypollon

 

“Dai indicazioni contraddittorie, sei insubordinato e rendi le persone infelici… Il Consiglio non ti ritiene più indispensabile a questa Società “

“Dentro un garage ho inventato il futuro”

 

Perché gli ARTISTI guidano ed i MEDIOCRI vanno ad alzata di mano

“Siete una squadra di serie B. Troppi giocatori di serie B. Troppe persone qui sono di serie B, quindi licenzieremo alcuni di voi, che avranno la possibilità di lavorare per le nostre consorelle nella Valley. “

Due nominations all’Oscar, il regista di Trainspotting, un grande sceneggiatore,  due candidature per Michael Fassbender (con una performance attoriale mostruosa) e Kate Winslet come attrice non protagonista

Da notare che gli attori sono tutte seconde scelte (Fassbender, scartato inizialmente perchè troppo diverso fisicamente da Jobs è stato istrionico, rappresentando la genialità del protagonista e la sua umanità talvolta sgradevole). La regia e la sceneggiatura nel caso di questo film hanno importanza paritaria, e si vede.

Dico subito che il personaggio – simbolo di tutti noi visionari (quelli che per i tecnici non sanno fare nulla di concreto) - è troppo ampio per essere trattato in tre paginette – ognuno ne prenda quello che la propria personalità permette di comprendere – io tratto volutamente solo alcuni aspetti.

Il film in sei focus:

  1. la storia è divisa in tre atti che rappresentano i tre step fondamentali della carriera di Jobs, ed anche in questo caso c’è un forte influenza della scrittura teatrale, con moltissime scene dietro le quinte (con alcune libertà narrative anche rispetto alla citata biografia) . Non si vedono mai le presentazioni dei prodotti!
  2. il campo di distorsione della realtà di Jobs (una visione del tutto personale degli eventi e delle parole altrui che fa si che la realtà venga da lui sempre alterata)
  3. i flop - dettati non da errori strategici, ma dai tempi in cui faceva le cose – vedere il caso Next: addirittura non aveva finito il prodotto che stava promuovendo, ma già sapeva che la Apple ne aveva bisogno, l’avrebbe acquistato il NEXT e che l’avrebbero reinserito nell’azienda
  4. l’estromissione (precedente) dalla Apple (vedere sopra) ed il rientro nella medesima, trasformando completamente l’azienda, modificandone i prodotti . Nel film non si vede la rinascita della Apple, ma solo la sua preparazione.

“Il cofondatore Steve Jobs torna alla APPLE – la compagnia di Silicon Valley non è più sonnolenta”

  1. il rapporto con la figlia Lisa ed in generale il carattere difficile (arrogante, manipolatore)

“Siamo al lancio di un prodotto, non a un pranzo tra amici”

“Hai avuto tre settimane; l’universo è stato creato in un terzo di tutto quel tempo!” “Bhe, un giorno dovrai dirci come ci sei riuscito” 

  1. la parte personale è la parte che personalmente ritengo meno riuscita - Da notare che questo film vuole sottolineare l’umanità distorta del protagonista, molto più dei due precedenti su Jobs. (per esempio il rifiuto della paternità)

La celebrazione di questo personaggio non ne fa un eroe buono,

“rimarrà sempre un SISTEMA CHIUSO lui stesso”

 

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